The Organ in Fjære Church Giuseppe Ponzani 2017  opus n.4 

Il nuovo organo per la chiesa di Fjære in Grimstad, costruito nel 2017 dalla Bottega Organaria Giuseppe Ponzani di Acquaviva di Nerola (Roma), è uno strumento che può essere considerato come autentico esempio dell’arte organaria italiana in perfetto stile rinascimentale.

Lo strumento, fortemente ispirato all’organo Ennio Bonifazi[1] della Collegiata di San Lorenzo a Sant’Oreste sul monte Soratte (Roma), è stato realizzato rispettando rigorose tecniche organare del Seicento, utilizzando esclusivamente legni di provenienza italiana: cipresso, pioppo, abete, noce, castagno e frassino, tutti scelti in base alle singole funzioni delle parti, dalla cassa alla tastiera.

Tutta la superficie lignea è stata rifinita artigianalmente con pialla manuale e rasiera in acciaio. Le canne in metallo sono in lega di stagno e piombo, tra i vari materiali adottati, si segnala anche la pietra come metodo di contrappeso, tipico degli organi italiani storici di epoca rinascimentale.

L’organo è collocato sulla tribuna del coro e, ricoprendo interamente la facciata interna, si inserisce in perfetta sintonia con lo stile artistico della chiesa donando slancio e armonia alla struttura. Lo strumento, di straordinaria compattezza, si sviluppa verticalmente in un’unica sezione suddivisa nella consolle contenente la tastiera, comando registri e pedaliera e la cassa contraddistinta da tre arcate contenenti le canne di facciata. La cassa è stata realizzata previlegiando i due materiali caratterizzanti di questo strumento: il pioppo e il cipresso. 

Il prospetto si presenta in mostra tripartita di 31 canne (11+9+11) in stagno con labbri a mitria e disposte a cuspide. La consolle è posta al centro sotto il prospetto.

Il prospetto, di connotazione tipicamente rinascimentale, appare sobrio nelle linee e nelle forme, esaltando in particolare i materiali e le essenze lignee impiegate.

La facciata è evidenziata dall’imponenza dell’arco trionfale di gusto tipicamente rinascimentale, con forme di ispirazione classica-romana e da linee pulite, per uno stile inconfondibile.

L’arco trionfale è suddiviso in tre sezioni distinte: il grande arco a tutto sesto, contenente 1 fila di 9 canne disposte a cuspide (al centro troviamo il Do1 del Principale 8’) e le due basi che racchiudono rispettivamente ulteriori due archi inferiori, aperti e a forma di semicerchio, contenenti rispettivamente 1 fila di 11 canne disposte a cuspide.

Tutta la struttura e gli archi sono incorniciati da sporti ornamentali quali: 6 lesene che si uniscono rispettivamente a una serie di listelli a gola dritta e racchiusi a coronamento di 3 grandi cornici orizzontali, 3 cimase decorative con funzione di supporto mediano per le file di canne di facciata, 3 chiavi di volta ornamentali a “esse” ed infine 4 beccatelli collocati alla base delle arcate.

Le canne di facciata sono complessivamente 31 appartenenti al Principale 8’; al centro svetta la nota maggiore del Do1. Il materiale utilizzato è la lega di stagno al 75% circa. Le canne sono distribuite sulle tre campate, con posizione delle bocche allineate e a cuspide; la forma del labbro superiore si presenta a mitria.

La tastiera è inserita nella consolle a finestra e posizionata al centro della cassa. Sono presenti 55 tasti con estensione Do1 – Fa5 con inserimento di tasti spezzati enarmonici [2] (Mib3,4 , Sol#3,4 , La#3),  ulteriore caratteristica della tastiera è di avere la 1^ ottava scavezza “corta”.  La divisione dei registri bassi / soprani è: Do1 - Do3 / Do#3 - Do5. Per la tastiera sono stati utilizzati i seguenti materiali: castagno per le leve dei tasti, il bosso per il rivestimento dei tasti diatonici, l’ebano per il rivestimento dei tasti cromatici. 

Come elementi decorativi sono stati realizzati i modiglioni laterali in noce e i frontalini dei tasti in bosso con intaglio a chiocciola. La pedaliera è rettilinea parallela. I pedali sono 27 con estensione da Do1 a Re3, realizzati interamente in bosso e con rivestimento dei tasti cromatici a becco di civetta in ebano. Sopra la pedaliera è ubicata un bilanciere che aziona il Ripieno / Tiratutti. I registri sono ubicati a destra della tastiera con comandi posti in 2 file singole verticali. I pomelli, finemente cesellati e realizzati in ebano, muovono le leve con anima in fusione di bronzo per l’azionamento dei registri e dei comandi accessori. Sempre a destra un ulteriore pannello indica con targhette manoscritte i nomi dei singoli registri. 

La manticeria è costituita da 3 mantici cuneiformi a 5 pieghe collocati alla base interna della cassa dello strumento. L’essenza impiegata è il castagno e le pieghe con listelli di faggio. L’azionamento è tramite elettroventilatore ma si dispone anche di un sistema manuale a funi. Il sistema trasmissivo della tastiera è a meccanica sospesa, composta su tavola di riduzione a braccetti in ferro battuto, con strangoli in filo di ferro; in aggiunta è presente una catenacciatura supplementare per i somieri del pedale. Il sistema trasmissivo registri è a braccetti di ferro battuto mentre leve tira stecche sono in legno. 

Il somiere maestro [3] impiegato, come il somiere dei bassi al pedale, è a tiro scavato in legno di noce, la modalità di chiusura secreta è a 2 portelline in noce, il numero dei ventilabri è pari alle voci a disposizione con le relative guide in ferro. La tenuta d’aria sul turante è con borsette coniche in pelle di agnello. Il crivello [4] è stato realizzato in legno di pioppo e la posizione delle canne è diretta nella parte superiore.

( by Prof. Gianluca Sallùce - review  2017 )


[1] Ennio Bonifazi, detto "Il Cerricola" di professione organaro, nacque a Cerreto di Spoleto probabilmente negli ultimi anni del sec. XVI e morì a Roma nel 1654. Fu allievo di suo zio, il celebre organaro Armodio Maccioni nominato "conservatore di tutti gli organi" nella Basilica di San Pietro in Roma.

Ebbe bottega in Roma in Piazza Santo Stefano del Cacco. Ricoprì il titolo di conservatore degli organi nelle principali chiese di Roma.
[2] Enarmonici: Nella teoria musicale occidentale indica il rapporto tra due note che hanno nomi diversi ma lo stesso suono grazie al temperamento equabile. Il primo ad introdurre a Roma organi con tasti enarmonici fu proprio Armodio Maccioni, zio di Ennio Bonifazi, realizzando un organo, non più esistente, per il convento di Sant’Anna in Arenula, dotato di “doi semitoni spezzati nel tasto di Elami”, cioè tasto Mib/Re# spezzato in due ottave.
[3] Il somiere maestro, dal latino tabula summa, è il cuore dell’organo. Attraverso questa grande struttura in legno viene fornita aria mantenuta a una pressione costante alle canne. Il somiere è collegato direttamente al mantice attraverso una condotta forzata in cui circola l'aria.
L'aria presente nel somiere viene successivamente immessa nelle canne attraverso il ventilabro passando poi attraverso le file di canne dei registri, azionati direttamente dall'organista.
[4] Le canne sono poggiate sul somiere attraverso dei buchi che si trovano su una tavola superiore del somiere stesso, chiamata crivello.

Organ Specification

Manual:
- Principale 8’ bassi
- Principale 8’ soprani
- Principale 8’
- Ottava 4’
- Flauto 4’ bassi
- Flauto 4’ soprani
- Flauto in duodecima 2 2/3’
- Trombone 8 ‘bassi
- Trombone 8’ soprani
- Decimaquinta 2’
- Decimanona 1 1/3’
- Vigesimaseconda 1’
- Vigesimasesta 2/3’
- Vigesimanona 1/2’
- Ripieno 5 file
- Tremolo dolce
- Usignoli
Pedal:  Do1 – Re3
- Contrabbasso 16’
- union pedale/manuale
Keyboard: Do1- Do5
Division bassi / soprani: 
Do1 - Do3 / Do#3 - Do5
Enharmonic Keys 
Mib3, Lab3, La#3, Mib4, Lab4
Organo G.Ponzagni, 2017, Chiesa di Fjaere – Grimstad: la facciata ad arco trionfale di ispirazione classica- romana.

Il legno è il materiale preponderante di questo strumento, da esso si esprime l’arte e la musica.

Per avere un livello di pressione dell’aria ottimale sopra la tavola superiore del mantice vengono collocati dei pesi come pietre ,mattoni o lingotti di
piombo, più peso si aggiunge e più pressione si avrà. Tale misura viene predeterminato dall’organaro in funzione del carattere timbrico che si intende dare allo strumento, ciò andrà ad influenzare anche l’intonazione.

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